“Oggi c’è il sole, magari più tardi vado a fare una passeggiata…”
“Allora… che cosa dovevo fare? Ah sì, dovevo chiamare mia sorella”
Anche tu hai difficoltà ad usare alcune parole italiane come “magari” o “allora”?
Oggi ti voglio parlare proprio di alcune di queste parole, che di solito sono un po’ difficili per i miei studenti, ma che noi italiani usiamo molto spesso, soprattutto nell’italiano parlato. Queste parole sono: “allora”, “magari”, “mica” e “eppure”.
La parola “magari” ha diversi significati, e dipende dal contesto in cui la usiamo.
Io prima ho detto:
“Oggi c’è il sole. Magari più tardi vado a fare una passeggiata”. → in questa frase la “magari” significa “forse”, “probabilmente”. Significa che forse andrò a fare una passeggiata, forse no.
Quindi indica una possibilità, qualcosa che è possibile, ma non è sicuro.
La parola “magari” si usa però anche per esprimere che qualcosa che vogliamo fare è lontano, è irrealizzabile.
Se tu mi chiedi: “Domani parti per le vacanze?”, io ti posso dire: “Magari!! Devo aspettare fino a venerdì!”. In questo caso “magari” significa: “Mi piacerebbe molto partire domani, però non posso”.
Allo stesso modo “magari” si può utilizzare anche da solo, quindi se tu mi chiedi: “Domani parti per le vacanze?” io posso rispondere semplicemente: “Magari!”
In questo caso semplicemente significa: “mi piacerebbe, vorrei partire per le vacanze”.
Anche la parola “allora” può avere diversi significati, ed è molto molto usata nell’italiano parlato.
Può essere usata ad esempio come intercalare, cioè come una parola che utilizziamo per riempire uno spazio vuoto, quando stiamo pensando a che cosa rispondere o a che cosa dire.
Se ad esempio sono al ristorante e il cameriere mi chiede: “Che cosa desidera?”,
io posso rispondere: “Allora… vorrei una pizza margherita.”
In questo caso, dico “allora” perché non ho ancora deciso che cosa ordinare e ho bisogno di un po’ di tempo per pensarci, e per riempire questo silenzio, e per far capire allo stesso tempo al cameriere che ho sentito la domanda, dico: “allora…”.
Nella stessa situazione, io ordino e dico: “Vorrei una pizza margherita e una bottiglia d’acqua naturale”. Il cameriere può rispondere: “Allora, una pizza margherita e una bottiglia d’acqua naturale”.
In questo caso il cameriere utilizza “allora” per concludere un discorso e fare un piccolo riassunto di quello che ho detto.
Utilizzo “allora” come un intercalare, quindi come una parola che uso per riempire un silenzio anche quando ad esempio sto pensando a quello che devo fare.
Ad inizio giornata posso dire: “Allora, oggi devo rispondere alle mail e poi preparare i compiti per i miei studenti”.
In questo caso dico “allora” perché sto pensando a quello che devo fare oggi.
Infine, “allora” può essere anche usato con un significato molto molto diverso, e cioè come avverbio di tempo. “Allora” può infatti significare: in quel tempo nel passato.
Io ad esempio posso dire: “All’Università ho studiato storia dell’arte. Allora abitavo a Milano”. In questa frase, “allora” significa “in quel tempo, in quel periodo in cui io studiavo all’Università, abitavo a Milano”.
C’è un ultimo utilizzo di questa parola “allora” che è: chiedere aggiornamenti o novità a qualcuno.
Ad esempio, io ho appena trovato un nuovo lavoro. Incontro un amico e lui mi chiede: “Allora, come va con il nuovo lavoro?”.
In questo caso lui usa “allora” perché mi sta chiedendo delle novità, degli aggiornamenti su qualcosa che è successo e su cui lui vuole sapere qualcosa di più. Vuole avere aggiornamenti.
Vediamo ora la parola “mica”. “Mica” è una parola che utilizziamo soprattutto nell’italiano parlato ed è utilizzata nelle frasi negative. Quindi per negare qualcosa. Però è quando neghiamo qualcosa in modo un po’ più forte, quindi mettiamo più enfasi sulla negazione.
Se io ad esempio dico: “Non voglio mica disturbarti”, questa frase è un po’ più forte rispetto alla frase “Non voglio disturbarti”. Io voglio sottolineare che non voglio disturbarti: “Non voglio mica disturbarti”.
In questo caso utilizzo non + il verbo + mica.
Posso però usare “mica” anche prima del verbo (mica + verbo) e non utilizzare il “non” e quindi dire: “Mica voglio disturbarti”. La frase ha lo stesso significato.
Quindi posso dire: “Non voglio mica disturbarti” oppure “Mica voglio disturbarti”. Entrambe le frasi vogliono mettere enfasi su questa negazione, vogliono sottolineare la negazione.
L’ultima parola di cui voglio parlare oggi è “eppure”. Eppure si utilizza quando vogliamo sottolineare il contrasto tra due cose, quindi tra due cose che sono molto diverse, e allo stesso tempo vogliamo dire che questo contrasto ci sorprende.
Ad esempio, se io guardo dalla finestra e dico: “Piove! Eppure fino a cinque minuti fa c’era il sole!”.
In questa frase, utilizzo “eppure” perché io sono molto sorpresa che cinque minuti fa c’era il sole ed ora piove. Quindi sottolinea un contrasto, “eppure”, e anche una sorpresa per questo contrasto.
Un altro esempio può essere: “Non ho superato l’esame. Eppure avevo studiato tantissimo!”. In questo caso utilizzo la parola “eppure” perché sono molto sorpresa, perché ho studiato tantissimo eppure non ho superato l’esame. Quindi queste due cose sono in contrasto.
Ora tocca a te! Prova a scrivere delle frasi usando queste parole.
Alla prossima lezione!
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